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Om3g@L1ph3

Spirito della terra
23/06/2009

Le anime gemelle

Occhi scuri di lava solidificata scrutano l'orizzonte oltre la rètina
Entrano nel mio cervello dalla porta principale, non chiedono permesso, siedono sullo scomodo divano dei sentimenti occupandolo interamente

Gli stessi occhi ora celebrano la liturgia sgradevole del dio della solitudine

"Mi piaci sempre, però"
"Non continuare. Evita almeno di essere banale come le altre"
"Lo sai che devo andare via, lo hai sempre saputo"
"Basta dire addio"
"Io e te uniti per sempre. Il veleno della mia anima avvelena la tua"
"Con te sono morto. Lo sono anche senza"
"Per te è tardi. Ma non posso dire addio alla mia stessa anima"
"Vattene. Hai rovinato la festa"
"Resto. La festa è appena iniziata"

Lo spirito della terra ti ruberà l'anima. I consigli non ascoltati dei pellerossa diventano realtà, lei è uno spirito di Gaia

Catatonico, seduto immobile la vedo allontanarsi di qualche metro. Immobile, lo sguardo fisso verso il centro del mio universo che collassa a velocità probabilmente superiori a quelle della luce

Immobile e lei balla

Immobile e lei parla e ride e beve come la sera che si scherzava sul terrazzo

Mi guarda, occhi di lava sorridono senza cattiveria, dispiaciuti del mio dolore e allegri della mia presenza

"Non andartene tu invece. Non lasciarmi un attimo"

Lo stomaco vorrebbe vomitare, il cervello non da il necessario consenso, le gambe si fermano in attesa che il dibattito nel sistema nervoso arrivi a un punto fermo

Immobile, si muove solo il ricordo

Immobile sul terrazzo. Soffro di vertigini, schiacciato sul muro dal terrore mentre lei finge di buttarsi di sotto. Scavalca la balaustra con una gamba, mi guarda e ride divertita

"Mi butto, qualcuno viene a salvarmi? Sono solo 40 piani di salto"

Gli occhi sdraiati sul divano mi staccano dal muro, lo stomaco si blocca, le gambe cedono, le prendo dolcemente il braccio tirandola a me. Un clone di me diventa l'uomo che non sono mai stato prima

"Sei bevuta per caso? Qui è reato suicidarsi, se sopravvivi ti danno la sedia elettrica"

Lei ride, sono fottuto. Chi sei, da dove vieni e quanto tempo passerà prima di volare insieme per 40 piani?

"Italiana. Conosci Napoli? Sono in visita qui perché New York è una piccola Napoli"

Sono fatto peggio di una dose di acidi scadenti e coca tagliata col borotalco. Occhi di lava chiedono un bacio. Ed è pericoloso baciare il caldo sangue del vulcano. Lo spirito della terra che brucia l'anima

Il mio sguardo la abbandona per un istante, torna al terrazzo di quella sera di tante sere fa. Il breve gioco di sguardi dice 1000 parole, i suoi occhi solari si eclissano

"Non voglio buttarmi. Ricordo, è solo un ricordo"

Legge la mia mente e torna a sorridere, a ballare, a bere. E guardarmi mentre il dolore mi paralizza. Si alzano le luci, la musica diventa insopportabilmente brutta

"Accompagnami a casa. Ho solo te"

Automa attivato. Login e password corrette. Automa esegue routine "a casa" Mi parla del suo ritorno, di un paio di stronzi che le hanno chiesto di uscire, di uno sfigato che voleva ubriacarla. Il mio silenzio non la smuove, sa di aver occupato ogni singolo neurone nella mia testa. Arrivàti sulla porta mi bacia come se domani non dovesse arrivare mai

"Domani non esiste, nessun aereo è arrivato dall'Italia e nessun aereo vi tornerà"
Mai conosciuto un'italiana, proprio la più strana dovevo incontrare? Mi ripete la stessa frase tutte le sere. Anche adesso, perché domani non esiste

Un domani imprecisato, la metropolitana destinazione lavoro nell'estate che finisce sulla Subway linea E. La solita solita solita solita sequenza di Lexington-Fifht Avenue-Seventh Avenue... West 4...Spring Av...
Mattina presto e respirare odore di pioggia per continuare l'illusione. Mal di testa strano, torpore imprecisato, la voglia di vedere cose banalmente conosciute come se fosse il primo giorno della Creazione. Forse innamorato della mia anima distante migliaia di kilometri, ho scordato come attraversare spazio e tempo

Salgo al piano del bar torre nord per il solito cappuccio all'italiana e cornetto alla crema modello "Non hanno niente a che fare con quelli di Napoli"
La mattina prevede esilio volontario in sala server al calore delle anime di silicio, il mal di testa potrebbe, deve passare.
Occhi di lava mi manchi, un'ombra scura sulla torre nord piano 93

Napoli, biblioteca di lettere e filosofia dell'università Federico II, piazza Bellini. Occhi scuri di lava solidificata si liberano dalla tenace presa delle parole, strano torpore e la maledetta e strana e urgente voglia di rivedere cose banalmente conosciute come se fosse il primo giorno della Creazione.

Occhi che cercano freneticamente rifugio nell'orologio e si eclissano, improvvisamente. Stabilito il contatto spazio/tempo per il domani che non esiste: sono le 14.46 ora di Napoli, le 8.46 ora di New York nella sala server piano 99 torre nord, capolinea subway E: World Trade Center. Oggi, 11 settembre 2001
14/01/2009

Viola

 
18/12/2008

Il mio bar

Sono stato al mio bar, come tutte le sere, ormai da anni.
Il mio bar è bianco, luminoso e frequentato da persone stupende e poi nel mio bar c'è sempre il sole. Fa sempre caldo nel mio bar: anche in pieno inverno è possibile fare un tuffo nel fiume lago che si trova proprio a 100 metri sulla sinistra.
In effetti è un fiume limpido con acque profonde e verdi azzurre ma non scorre: cioè non arriva e non parte, è li da tempo immemore e serve per farci dei bagni e per rilassarsi. Per questo è il fiume lago: vicino al bar finisce di certo, ma nessuno sa da dove inizi.
 
Mi piace molto fare il bagno nel fiume lago.
Ieri stavo per tuffarmi senza pensare che ero ancora vestito. Meno male che c'era lei a fermarmi con la sua dolce forza, come sempre.
 
Il mio bar non ha un nome.
Lo chiamo il bar dei supereroi perché una volta un turista americano vi aveva passato la notte ed era stato punto da un ragno.
Era mattina e stava facendo colazione nell'ultima sala, quella del cubicolo dei topi. Insomma, si chiamava Peter Parker e solo dopo anni si è scoperto essere l'Uomo Ragno. Ogni tanto passa a farsi una birra e parliamo delle sue avventure.
Nel mio bar, i topi sono bianchi e puliscono il pavimento dalle briciole lasciate nelle varie feste ed happy hour. I topi del mio bar sono puliti, socievoli e spesso ti riportano le chiavi che magari hai lasciato su una sedia oppure ti restituiscono le monetine che a volte cadono sotto i frigoriferi dei gelati.
Io vado sempre al bar perché vi ho conosciuto lei. Stiamo insieme da 3 anni eppure non so ancora come si chiami. Nemmeno lei conosce il mio nome, però ci vediamo tutti i giorni dopo il lavoro o anche durante la pausa pranzo e stiamo insieme ore che sembrano minuti.
 
Normalmente non parlo della mia vita privata, ma lei è la cosa più bella che mi sia mai capitata. Mora, capelli lunghi neri con riflessi blu a riccioli fitti fitti e 2 occhi marroni terra di Siena. Veste sempre di bianco. Indossa solo capi d'abbigliamento e accessori bianchi, scarpe comprese.
 
Non è libera. Ha una relazione stabile e mi ha confessato che le piacciono 3 uomini ma non mi dice chi siano. Non dice se io faccio parte della sua lista ma non mi interessa saperlo, così come non mi interessa sapere il suo numero di cellulare e il suo indirizzo di casa: stiamo insieme da 3 anni, tutti i giorni per ore compresi i festivi.
Cosa volere di più?
 
Nel mio bar ci sono dei cubi bianchi pieni di schiuma e noi passiamo molto tempo immmersi nella schiuma tiepida a coccolarci. Ci amiamo forse perché non ce lo siamo mai detto.
Credo che non ci lasceremo mai perché non sappiamo da quanto tempo stiamo insieme.
Abbiamo un futuro perché non abbiamo mai parlato di progetti in comune. E non sappiamo i nostri nomi perché ci basta uno sguardo. Non ci telefoniamo perché sappiamo benissimo a che ora ci vedremo. E ogni giorno l'orario cambia eppure ci troviamo sempre sulla porta del mio bar.
 
Nel mio bar c'è la sala delle candele. Sono tutte candele blu e ci sono due ragazzi indiani che non parlano ma sorridono molto e hanno cura delle candele, giorno e notte. Accendono quelle che si spengono e sostituiscono quelle finite. Io non sono mai riuscito a contare quante siano, forse migliaia eppure sempre tutte accese. E loro sempre discretamente presenti.
Nessuno consuma nella sala delle candele, anche se non è espressamente vietato. Non lo si fa e basta. Nella sala delle candele si prega, si recita e si fa l'amore ma non si beve.
Il mio bar è proprio bello e tutti i miei amici appena possono vengono a bere con me. E con lei.
Che è sempre bellissima e dolce come un bacio alla mattina appena prima di svegliarsi.
 
Abbiamo la nostra canzone, "Slave to Love" di Brian Ferry. Natale scorso ci siamo regalati un Ipod. Io le avevo caricato solo 1 canzone "Slave to love" appunto e lei aveva fatto altrettanto.
Amiamo la musica. Però i nostri Ipod hanno una sola canzone.
 
Nel mio bar passano 3 dinosauri invisibili, colorati e simpatici come se fossero disegnati dai creatori di Madagascar. I 3 dinosauri mi parlano, solo io li vedo e solo io li posso ascoltare. Loro mi dicono sempre la data della fine del mondo e poi camminano goffamente attraversando la sala del biliardo e scompaiono. Diventano invisibili anche a me che sono l'unico a vederli. Però li saluto sempre e loro ricambiano con un sorriso.
Seguono sempre la direzione nord-sud, sempre alla solita ora del tardo pomeriggio.
Credo che vivano nella valle della fine del mondo che si trova a sud rispetto alla fine del fiume lago. Forse sono loro che tengono in vita il fiume lago.
 
E quando lei mi lascia per andare a casa o dal suo uomo ufficiale oppure al lavoro non sento gelosia e non provo solitudine. Siamo atomi in orbita reciproca, quindi non ci lasciamo mai. Io resto al bar a parlare e bere con i miei tanti amici e di solito ci sdraiamo sull'enorme divano di pelle color granata esterno al bar, quello sull'angolo sud ovest.
 
A me piace molto il mio bar
17/11/2008

Nexus. L'ultimo tramonto sull'agglomerato

Ho avuto il mondo e un po' di più e ancora non mi basta
Vorrei sapere cosa c'è che ancora non mi basta

Il solito ritornello che perfora i miei neuroni ormai da anni. Come il vento gelido che scorre sulla schiena, insinuandosi sotto il bavero per ricordare l'arrivo dell'inverno e la sciocca dimenticanza della sciarpa. Per ricordare fatti che non vorrei sapere e non aver commesso

La puzza di kebab impregna le dita e l'aria, i vestiti e i pensieri.
L'ultima volta l'aria sapeva di birra e kebab come stasera. Ma questa sera sono solitudine in compagnia delle solitudini che popolano questa bettola turca nell'agglomerato. Kebab completo, non piccante con cipolla, Beck's da 33 e un mare di ricordi in tempesta. BASTARDO tu che sei morto e io che ti ricordo

Ci sono scene da rifare e due secondi per pensare
Ci sono posti da lasciare e solo a tratti ricordare

Si poteva rimediare a tutto e lo sai. Era l'unica sera del secolo dove il sole tramonta a est...CAZZO! Un solo tramonto nei cento anni dopo l'esplosione dei Depositi, un cielo incredibilmente limpido nella stagione delle nebbie. Il sole tramonta a EST e tu muori. Stronzo che sei stato!

Il lavoro andava lasciato da parte: la serie NEXUS ormai era un ricordo, solo gli occhi ghiaccio di Silvia T ancora in funzione avrebbero digitalizzato il mondo ancora per molti anni. Ricordo, nel fondo della sua rètina elettronica di silicio e sangue un briciolo di umanità vera. Io, essere imperfetto, non potevo terminare una vita più coerente della mia e non frega nulla a nessuno che quello fosse il mio lavoro. Lo stipendio non prevede indennità per gli scrupoli

Lei ora vive. TU no

Avevi calcolato bene a cosa andavi incontro. Finisce il kebab, sorseggiamo con calma la birra fredda direttamente dalla bottiglia. Sappiamo che il tempo dei discorsi è finito pur avendo miliardi di idee da condividere. Il tramonto è caldo e rosso, ma ormai hai deciso di rubarmi la Numero Uno. Non sono mai stato un buon oratore, quindi non chiedo un secondo parere. In genere non lo chiedo mai, ma un amico potrebbe anche non voler morire

E così sia. Amen e pace in terra agli imbecilli di buona volontà e scarso intelletto

Lo sapevi vero? Anni fa, all'acquisto della mia prima semi automatica, avevo tenuto gelosamente segregata la mia Numero Uno, la prima pallottola della prima scatola da 50 colpi. Era destinata a me, era il mio biglietto di sola andata sulla tratta “Mondo di Merda - Eternità” e tu l'hai rubata. EGOISTA fino in fondo, non si tratta così un vero amico

Là fuori è tutta un' altra cosa da quello che credevi e poi...

Nel caricatore solo la Numero Uno.
Un solo colpo, come nella lotta tra il Cacciatore e il cervo.
Un solo colpo per l'onore della morte. Era la prima VOLTA che uccidevo un AMICO. Il doloroso onore che avrei espiato tutta la vita. Un solo colpo alla nuca, quasi indolore e la Numero Uno destinata a me portava a destinazione un'altra persona

Arrivo sempre in ritardo. Io

E stasera, tra un kebab e una vetrina lucida di unto, devo decidere chi eleggere. Chi sarà la nuova Numero Uno.
Non voglio perdere il prossimo treno, nemmeno per uccidere di nuovo un amico

Ci sono sbagli da tenere vicino agli occhi per capire
Ci sono frasi da non dire e poche donne da sposare
Ci sono rime da baciare e ancora non mi basta...

17/10/2008

Lettera mai scritta 1

Ciao Xxxxxa analcolica...

resto sempre sorpreso dalla varietà di argomentazioni
che gli esseri umani sanno trovare su ogni singolo argomento.

Capisco benissimo il tuo punto di vista e sono
pienamente d'accordo sul fatto che la maggior parte delle
persone sfugga il pensiero della morte in quanto spaventoso.
Mi piace l'idea che ogni racconto scritto sia un racconto di morte.
Non chiedermi cosa voglia dire: secondo me è una bella frase
messa lì per fare scena ma che dietro non ha nulla. Tipico
delle discipline psicologiche, tolto il solo behaviorismo.

Ciò detto, non sono sostanzialmente d'accordo con te.
La soluzione alla vita è la morte. Il vivere è la soluzione facile
in quanto è la più conosciuta. Morire è per pochi, per quelli
come me che hanno già visto tutto prima ancora di aprire
gli occhi. La vera banalità è rifiutare la banalità dello status quo
cioè dell'essere vivo.

La vita non ha meriti speciali per essere vissuta o amata: è l'unica
condizione che conosciamo, ci sembra politicamente corretto
viverla, ma non è così. Non lo sarà mai. Prova ne è il fatto che il
lutto viene sempre elaborato come distanza temporanea, siamo
convinti che il defunto non sia tale, ma solo momentaneamente
fuori dalla nostra vista... solo per un po'. Chi muore giace, chi vive
si dà pace... e buonanotte ai suonatori!

Concludo con un piccolo aneddoto della mia solitaria
infanzia, potrebbe spiegare qualcosa. Una notte, nel mio lettino
di bambino non ancora in età scolare, inziai a piangere a dirotto.
Avevo una paura fottuta perché avevo sognato o forse solo
immaginato il funerale di mio nonno paterno. In teoria, io avevo 2
anni quando morì quindi non poteva essere un pensiero concreto e
razionale. Forse solo un eco ancestrale.

Casualmente, c'era in camera mia nonna che aveva appena messo
a letto mio fratello e si accorse che stavo piangendo. Che io possa
ricordare, è stato l'unico momento della mia infanzia nel quale
qualcuno abbia preso a cuore i miei stati d'animo. Anyway ricordo
benissimo le mie parole. Dissi che piangevo perché avevo paura
della morte e raccontai il mio sogno alla nonna (tra l'altro
diretta interessata in quanto vedova del nonno defunto)

Non ricordo la sua risposta. So per certo che da quel momento non ho
più avuto paura della morte e anzi ho iniziato a cercarla come se fosse
un'amica, una persona comprensiva alla quale rivolgersi, un rifugio.
Forse per questo non ho mai imparato a vivere

23/06/2008

Agenda fitta?

Sono stato pubblicamente accusato di avere un'agenda con troppi impegni!
In effetti, avevo scritto via mail ai miei ex compagni di università.
I soli impegni riportati erano quelli in concomitanza al nostro futuro incontro.
Avevo accuratamentre evitato tutto il resto che sono le poche, povere cose del mio privato!

Sembra vero che non va mai bene nulla di noi stessi verso agli altri:

  • e prima perché ero stupidamente depresso
  • e poi quando stavo per tagliarmi le vene
  • e adesso perché ho troppi impegni in luglio
  • e poi perché ho avuto un rapporto sado-maso con una
    crudele padrona sicula
  • e poi perché sono diventato "Motociclista gay del mese"
    e mi hanno dedicato la copertina su Babilonia
  • e poi perché mi sono trovato a letto con 2 donne
    delle quali 1 lesbica convinta e pure minorenne
  • e poi quando sono diventato buddista proprio nel
    momento in cui scoppiava la repressione in Tibet
  • e quando uscivo dal lavoro (a Milano) andavo fare l'happy hour
    al PratoCity (Prato) e mangiavo qualcosina ai Gigli (Campi
    Bisenzio) e poi a casa a dormire come sempre

...che barba che noia che noia che barba...
...non succede mai nulla, che vita piatta che piatta vita...

∂σииιє ∂αякσ

19/05/2008

Arcobaleno

Ho visto dove finisce l'arcobaleno...[]

arcobalenoLa leggenda narra che alla fine dell'arcobaleno sia sepolto un tesoro: scontata l'immagine del forziere di legno e fasce d'acciaio colmo di monete d'oro e diamanti enormi.

Mal di testa di probabile origine cervicale: troppa umidità e troppi anni spesi male hanno causato una notte praticamente insonne. Fingo di dormire e sbircio fuori dalla finestra. Piove fortissimo, il temporale è violento come un neonato svegliato in piena notte dalla fame.

Gocce d'acqua come colpi di mortaio sulle vecchie tegole del tetto a travi di legno. Vorrei che il temporale non finisse ma come dice un vecchio adagio "Non può piovere sempre" ...[]

...il sole fa capire di non essersi mai allontanato dal suo posto in cielo e come una donna di servizio paziente, asciuga l'acqua sparsa sul pavimento del mondo.

Aspetto e guardo. Esco. Si, ora esco e corro verso la fine dell'arcobaleno.

Mi servono i soldi, come a tutti, quindi devo trovare la pignatta d'oro prima degli altri...[]

Capelli neri e corti alla spalla, frangia dritta, pelle doratamente abbronzata, profilo regolare e labbra perfette. Gli occhi sono ancora chiusi, ma conosco il loro penetrante sguardo.

Inutile correre. L'arcobaleno sta sfumando il suo arco multicolore sul cuscino di fianco al mio

∂σииιє ∂αякσ

03/03/2008

La sessuologa e Peter Pan

Vorrei davvero conoscere questi nuovi soloni del pensiero occidentale che si arrogano il diritto di sapere il che cazzo succede agli altri e il perché, e il percome, e il motivo scatenante recondito, ecchellasifà, ecchellasimette, etc etc...

Vorrei davvero incontrare questa sessuologa dei miei coglioni e vedere quanto sensata e coerente è la sua vita, dove tutto è maturità, presa di coscienza, amore incondizionato e altre cazzate simili BLA BLA BLA... visto che si arroga il diritto di proclamare sulle pubbliche onde radio come dovrebbero essere i 40enni dell'anno 2008.

Vorrei davvero che si smettesse con 'sta minchia di insulto pseudo-scientifico della fottuta sindrome di Peter Pan: quando 1 donna non sa il che cazzo dire, tira fuori la solita menata della sindrome di Peter Pan, del 40enne immaturo, del bambino non cresciuto che non cerca 1 donna, ma una nuova mamma, che non ama perché vuole essere amato e accudito come un bambino etc etc...

Vorrei davvero dare un consiglio alla fottuta sessuologa: ma le ha mai incontrate le 40enni del 2008? Ha 1 vaga idea di quanto sono stupide, vuote, adolescenziali e zoccole le maturissime 40enni donne del 2008? Che si vestono come le veline di Striscia con una decina di taglie in più? Che si mettono i piercing nell'ombelico e poi lo perdono in mezzo alla ciccia? Che parlano di amore eterno e ti lasciano dopo nemmeno 1 settimana per il semplice motivo che si fanno scopare come cagne in calore dall'ultimo palestrato buttafuori della discoteca che frequentano? (ovviamente il venerdì sera, un must!)

Care donne, sessuologe e non, amanti della parola forbita e del bel ragionare...

MA CHE CAZZO VOLETE DA 'STI 40ENNI???

22/11/2007

Dialogo 16002

Cosa pensi, chiamerà?

No. Non credo proprio. Sono stato troppo stupido a crederlo

Perché stupido? Magari non ha potuto...sai com'è la sua situazione

Strano... nessuna donna riesce a fare nulla quando si tratta di me. Nessuna...mai...

Sempre tragico. Sei pieno di donne, ne conosci di nuove ogni settimana, cheCazzo ti lamenti?

Non ne voglio 1000, ne vorrei solo una... ma che mi volesse bene davvero, una volta tanto

Adesso dimmi che nessuna ti ha mai amato... ma smettila di dire stronzate!

In effetti no. Ho avuto molte storie, ma in fin dei conti solo 2 relazioni. Non so se capisci...

Infatti non capisco sta sottigliezza, sei proprio un filosofo diMerda. Smettila di giocare con le parole, una volta tanto... spiegami

OhCristo, non è difficile! Lo dice la parola stessa: UNA RELAZIONE = DUE PERSONE che si cercano e interagiscono.  Quindi ho avuto solo DUE relazioni, le altre sono state storie praticamente inutili, ero solo... accompagnato... come farsi una sega avendo qualcuno di fianco che pensa aiCazzi suoi. Ci sei adesso?

Hai ma pensato di fare il diplomatico? Mi piacciono i tuoi giri di parole sai? Comunque ho capito, non ti scaldare. Ma la tua ultima storia o meglio, relazione come dici tu, quando sarebbe stata?

Ormai è finita più di 10 anni fa,  cosa te ne frega? Tanto la conosci laStronza, no?

Ma sei ancora fermo a quella? E quindi quando sarebbe stata la tua prima relazione?

Lo hai detto: la prima, il famoso primo amore che non si scorda mai

Non ho il coraggio di chiederti quando, a questo punto...

Era al tempo nel quale non esistevano i CD, i personal computer costavano 10 milioni di lire e internet aveva 10 utenti universitari nascosti in qualche cantina in Usa

Ma scusa: con la tua situazione, cosa ti ha fatto credere che questa invece ti avrebbe chiamato?

Solo la mia stupidità. Stupidità e voglia di avere qualcosa di bello da coccolare

Da parte tua si...ma da parte sua?

Come sempre, ho sbagliato nel giudicare la situazione: per lei sono stato solo un intervallo breve e divertente, ma lei non ha avuto il coraggio di ammetterlo. E io non avrei dovuto cercarla; comunque lo sai che abita lontano

Ma perché no? In fin dei conti, lei ti ha detto di chiamarla quando vuoi. Ti ha solo detto che questa settimana chiamava lei, magari per non farti spendere troppo, cheCazzo ne so!

E bravo pirla anche tu! Ma era solo una frase fatta, come se ne dicono tante oggi... Sono comunque troppo brutto per lei, troppo inguardabile... Mi sarei vergognato per lei, se mai ci fossimo messi insieme!

Ah... ecco il punto: volevi avere una relazione!

In effetti no... volevo solo avere l'illusione della relazione... ormai mi accontento delle briciole...

Cosa pensi... chiamerà?

(...ma cheCazzo ne so? Non mi ci far pensare...)

05/07/2007

Il Nucleo - Meccanismi

Come tanti bloggers, amo trastullarmi con le parole, convinto di avere qualcosa da dire. Soprattutto, convinto di coniugare idee originali in forma altrettanto originale.

Seghe mentali da scrittore fallito, lo so benissimo...
Ma lasciatemi giocare, mi resta solo questo. E la mia bellissima moto.

Non ho altro... e non chiedo nulla a nessuno. Non più...

Ma a volte leggo parole perfette, che forse sono stato in grado di pensare.
Sicuramente non sono stato in grado di scriverle, ma sembrano cucite su di me. Per questo mi piace indossarle...

Cuore,
dottore asporti pure
non sono mai stato portato ad amare

Rene,
ne lasci solo un pezzo
mi serve quando vengo colpito basso

Polmone,
lei sa che cosa fare
mi fermo troppo spesso per respirare

Stomaco,
dottore tolga il tutto
da troppo tempo digerisco ogni fastidio

Somministri pure anestetico vitale
voglio diventare insensibile al dolore
Chiedo rimanere sotto lunga osservazione
addormenti pure ogni forma di passione

Fegato,
io non ne ho mai avuto

Milza,
mi fa male quando è in uso

Occhio,
ho già visto abbastanza

Orecchio,
ha una grande importanza

Somministri pure anestetico vitale
voglio diventare insensibile al dolore
Chiedo rimanere sotto lunga osservazione
addormenti pure ogni forma di passione
Somministri pure l’anestetico vitale
addormenti pure ogni forma di passione

ogni forma di dolore …
ogni forma di dolore …
ogni forma di dolore …

14/06/2007

Alessandra

Solita strada, solito pomeriggio inoltrato, solita inutile vita da inutile impiegato che combatte quotidianamente con la propria, inevitabile paranoia e le inevitabili code sulla tangenziale, sulla statale, sulla provinciale, sulla via Emilia...

Cristo! La via Emilia, bloccata davanti allo svincolo di Stradella! Non sopporto la coda a casa mia: non accetto i mercanti nel tempio, sebbene sotto forma di banale traffico automobilistico! Siamo nel il mio santuario, le mie colline sono il bunker sotto il Reichstag, il mio rifugio incontaminato, l'isola di Utopia, la fortezza mentale dove tutta la banale quotidianità deve rimanere esterna, estranea e dimenticata!

Istintivamente esco sulla sinistra, in direzione Broni dove la strada è deserta: allungo di qualche chilometro e visualizzo mentalmente la strada: Broni centro, Canneto, Castana, Montescano e svallamento in Valle Versa alla rotonda del nuovo stabilimento delle cantine La Versa, spostato più a valle per motivi di marketing.

L'effimera magia dei temporali estivi, per quanto sensorialmente labile, diventa mentalmente potente se rafforzata dalla corretta colonna sonora. Broni centro, svolta a sinistra verso Canneto. Sono davanti a casa sua e inizia a piovere. Esattamente nella curva a destra che costeggia il condominio inizia "Every me, every you" dei Placebo, inizia la salita verso Canneto, inizia un piccolo e tutto sommato innocuo e sommesso pianto. Ma sorrido: come se piovesse con il sole. E lei è seduta al mio fianco. Come se 24 anni non fossero mai passati.

Alessandra. Lo stesso carattere agro-dolce, gli stessi occhi grigio-verdi che contrastano con i capelli castano scuri e risaltano sulla pelle chiara del viso. Il taglio dei capelli è sempre corto: la sfacciata bellezza regolare del suo viso lo permette e quasi lo impone.

Lo stesso naso alla francese, non prodotto da cliniche plastiche e le stesse labbra insolenti, che sanno ferire con poche, pesanti parole e guarire con baci di tenerezza inaspettata. La pioggia aumenta, ma abbiamo tante cose da dirci, come è sempre stato. La strada si inerpica verso Castana, abbiamo appena lasciato Canneto e l'asfalto diventa un torrente in piena. Lo so, non ti fidi di come guido, ma ormai conosco benissimo queste strade e questi tornanti. Non sono più il figlio fedele della pianura che hai conosciuto.

Le nuvole basse velano completamente il sottostante panorama. La pianura, un tavolo da biliardo altrettanto liscio e verde, interrotto da est a ovest dalla linea azzurra del Po e punteggiato verso nord dalle tante città: Pavia, e poi Milano, e poi le Prealpi e sulla sinistra il massiccio del Monte Rosa. Come 24 anni fa. Ma in questo momento, il mio mondo è grande quanto il sedile alla mia destra.

Ora puoi stringermi la mano: ho imparato a cambiare con la sinistra.

Ora posso dirti che ti voglio bene senza che tu mi chieda di dirtelo.

Ora sono in grado di fissarti negli occhi senza perdere di vista la strada.

Ora posso parlare liberamente dei sentimenti che provo per te, perché mi hai insegnato che non è una vergogna esternare i proprio sentimenti. Una donna mi ha insegnato a diventare uomo.

E quanti sogni. Quante volte ci siamo ritrovati nello stesso sogno e il giorno dopo lo abbiamo proseguito?

E quanti discorsi senza parlare. Con te e solo con te ho provato concretamente che la telepatia esiste.

La strada inizia a scendere, la pioggia è sempre battente e la strada deserta. Come quella domenica pomeriggio, scendendo da Montebruciato. Guidavi tu, sicura e decisa come sempre e non avevi neppure il foglio rosa: anzi, non eri neppure maggiorenne e io avevo la patente da circa 1 anno. Si parla del lavoro al ristorante, della tua prossima partita di basket, del fatto che prima o poi dovrò andare a militare.

Abbiamo passato l'incrocio per Monte Veneroso, si scende dolcemente verso sinistra e si prosegue sul falsopiano che costeggia il centro medico di riabilitazione. Ricordi ancora che siamo venuti a trovare mio padre: fuma troppo e rischia l'amputazione della gamba. Si, ha smesso solo da 3 anni in netto ritardo e con la gamba intera, ma senza il piede sinistro. Quello è il suo tributo alla causa persa della nicotina.

Siamo ormai in fondo valle, ultima curva lenta e ampia sulla destra. La pioggia si interrompe quasi improvvisamente, proprio mentre la traccia audio finisce.

E il sedile alla mia destra ora è vuoto.

Sei tornata dai tuoi 3 figli. Il primo si chiama Marco, è maggiorenne e gioca a basket; non ho mai saputo se il mio nome possa aver influito la tua scelta. Sei tornata dal tuo ultimo convivente. Sei di nuovo nel tuo negozio di vestiti griffati.

Sono solo, e forse lo sono stato per tutti questi ultimi 24 anni. Sono venuto ad abitare qui, su queste colline che hanno visto l'inizio della mia vita, per un motivo ben preciso. Vorrei che la mia vita finisse dove è iniziata, per una semplice questione di simmetria esistenziale. A ben pensarci, inizio e fine sono solo punti contigui sul cerchio eternamente uguale della vita.

08/06/2007

Il Grande Freddo

Spesso la vita di noi occidentali, figli degeneri della Vecchia e Gloriosa Europa, è intervallato da momenti che ora chiamiamo multimediali, ma che in antichità avevano un nome ben preciso: mi riferisco a canzoni e film. Questi accadimenti, il più delle volte non volutamente cercati, hanno segnato in modo casuale i nostri pensieri e le nostre azioni, ma lo hanno fatto in modo indelebile.

Storia di tutti i giorni, come dicevo e come ben sapete, quindi il mio riferimento attuale è un bellissimo film del 1983 dal titolo molto auto-esplicativo: "Il grande freddo". Ovviamente, chi ha la mia età sa benissimo di cosa parlo, ma consiglio vivamente chiunque di vederlo e assaporarlo con calma, riflettendo a fondo come se fosse un libro.

Non voglio in questa sede scrivere una critica cinematografica, attività intellettuale che peraltro non sono in grado di fare, ma credo di immaginare cosa abbia pensato un buon 90% di tutti gli spettatori che lo hanno visto: "A noi non succederà, siamo una compagnia di amici veri..."

Non vorrei passare per il solito disfattista. Vorrei tanto scrivere di cose più liete e leggere, perché vorrebbe dire che anche la mia vita sarebbe lieta. Purtroppo, fidatevi di un vecchio depresso: il grande freddo arriva per tutti... e fa davvero male, perché la verità fa sempre male. Specialmente quando si scopre di nutrire affetti, sentimenti e pensieri empatici verso dei perfetti sconosciuti, persi nelle loro paranoie quotidiane e troppo egoisti e meschini per affrontare una amicizia vera.

Fanculo a voi. E a me che ho speso tempo ed energie a pensarvi

15/05/2007

Preghiera della sera

Non sono colto da crisi mistica.
Semplicemente, prima di addormentarmi penso alla giornata trascorsa e mi preparo,
per quanto possibile, ad affrontare il nuovo giorno sapendo che ciò non ha comunque senso: quando i giorni sono tutti uguali e vuoti allo stesso modo, perde significato il trascorrere delle ore. La vita diventa mera funzione biologica.

Il bilancio della mia fin troppo lunga vita non è in attivo:

  • come figlio, un disastro. Non ho seguito certamente la strada che volevano i miei
  • come fidanzato/amante addirittura inqualificabile. Non ho costruito nulla di buono. In compenso, sono incapace di distruggere tutte le illusioni che mi fanno credere di poter ancora costruire una vita a due
  • come lavoratore e componente di questa fiera società, un fallimento. La notizia è recente, ma prima o poi doveva accadere anche in questo campo, l'unico dove credevo di valere qualcosa.

Semplice il motivo di tanti insuccessi: a nessuno vado bene così come sono, a me stesso per primo. Non posso quindi pretendere che gli altri mi accettino: sembra un teorema corretto e sensato!
Il quadro idilliaco è completato dall'età: è troppo tardi per rimediare. Si perdonano errori di gioventù, si perdonano errori dovuti alla scarsa esperienza, si perdonano errori dovuti all'entusiasmo... Arrivati alla mia età,  la gioventù è un ricordo, l'entusiasmo è una fiamma sempre più flebile e l'esperienza in ogni campo DEVE essere acquisita a priori. Quindi:

  • come figlio, non posso ripercorrere una strada ormai abbandonata e comunque sconosciuta. I miei sono affezionati a me perché ormai faccio parte della loro vita da troppo tempo. Ma da questo a dire che abbiano stima di me, ne passa. A loro non sono mai andato bene come sono.
  • come fidanzato, non posso comunque pensare al passo successivo, cioè creare una famiglia. Ammesso di trovare una compagna che sia ancora nell'eta giusta, sono comunque troppo vecchio per allevare come si deve un figlio. Avendo come riferimento le mie storie precedenti, sarei un padre pessimo, oltre che marito da rottamare. Comunque sia: per il modo di vestire, per il naso, per il colore degli occhi, per il profumo che usavo, per i pochi capelli, perché penso troppo... insomma a nessuna sono mai andato bene. Apprezzamento come persona "al naturale" uguale a zero.
  • La frase "Non si discute sulla tua professionalità, ma nel nostro caso l'abito fa il monaco. Dovrai presentarti sempre in giacca e cravatta"  tradotta in italiano corrente suona diversamente.
    "Lavori da schifo, siamo delusi di te: perlomeno nasconditi nella massa, così non ti si nota" Pare evidente anche in questo caso, che quello che sono in quanto essere umano non è apprezzato e deve essere nascosto dall'uniforme.

Sembra quasi naturale la necessità di pregare prima di dormire, pur sapendo che le mie richieste non saranno esaudite. Infatti, come dimostra la pura realtà, sono sempre i migliori ad andarsene per primi; per quanto io preghi tutte le sere Nostra Signora Morte di portarmi con se nel viaggio senza ritorno, non sarò accontentato.

Anche a lei faccio schifo così come sono...

14/03/2007

L'ultimo arrivederci

Hai ragione, non sono passato a salutarti: perdonami se lo faccio solo ora. Non voglio accampare puerili scuse, spesso le parole creano barriere più impenetrabili del cemento armato.

Non ti ho più visto, ma ho sempre chiesto tue notizie: mi hanno detto che te ne sei andato con il sorriso sulle labbra, forse volevi dire a tutti noi che davvero arriva un momento nel quale si finisce di soffrire, nel quale tutto diventa lieve.

Lontano dalla tua terra, l'affetto che ti circondava non ti ha fatto pesare la distanza. Ora, il tuo corpo fisico è tornato nella tua amata isola. Il tuo spirito, arricchito da tante esperienze, è tornato allo spirito di Gaia e servirà per formare nuovi spiriti, sempre migliori.

Sono convinto che leggerai queste parole e saprai perdonarmi: la tua mitica pasta sarà il prelibato pranzo di tanti angeli. Spero che, prima o poi, tu conosca i miei nonni: già immagino una succulenta cena lombardo-sicula da fare invidia ai più grandi gourmet viventi!

Ciao. Anzi, arrivederci a presto. Spero molto presto...

16/02/2007

San Valentino' day

Altra data da cancellare: a dire il vero, non ho mai celebrato la festa dei Baci Perugina e delle compagnie telefoniche, che avranno fatturato miliardi di euro con le coppiette che hanno scambiato sms/mms, uno più falso e inutile dell'altro...

In questo periodo, tempo fa, ho subito un torto enorme. Data la mia nulla propensione alla menzogna, convinto che la verità fosse l'unica via da percorrere, da persona fidata divenni capro espiatorio di situazioni nelle quali non c'entravo affatto. Ma quando uno è stupido come me e si espone in prima persona, il guadagno è perdere tutto.

Magra consolazione pensare che coloro che mi hanno abbandonato non mi meritavano. Magra consolazione credere che prima o poi, una giustizia qualunque trionfi. Certe persone e certe situazioni vivono e si nutrono di menzogna e falsità. Solo la mia alta imbecillità ha permesso a questi esseri di nutrirsi anche della mia anima profonda: posso solo biasimare me stesso per la tanta e troppa stupidità!

Sola lezione imparata da questa ennesima e meschina esperienza è che devo rimanere solo, isolato da persone negative che si nutrono delle mie speranze. Devo però rimanere solo anche per non inquinare, con la mia disillusione e acredine, le poche persone positive che ancora si ostinano a frequentarmi e che non meritano di pagare le conseguenze di colpe non loro.

Solo e ubriaco per sopportare la solitudine.

Solo e catatonico perché la mia Malattia non si cura.

Voglio credere che esistano ancora unioni nate dall'amore: a loro, solamente a loro, auguro un reale ed eterno San Valentino. A tutte le altre ( il buon 99% delle coppie che conosco) non auguro nulla: la menzogna e l'interesse sono il cemento della loro unione, quindi San Valentino per primo non sa cosa farsene di simile e meschina umanità...

 

Gianmarco Landriani

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