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15/05/2007

Preghiera della sera

Non sono colto da crisi mistica.
Semplicemente, prima di addormentarmi penso alla giornata trascorsa e mi preparo,
per quanto possibile, ad affrontare il nuovo giorno sapendo che ciò non ha comunque senso: quando i giorni sono tutti uguali e vuoti allo stesso modo, perde significato il trascorrere delle ore. La vita diventa mera funzione biologica.

Il bilancio della mia fin troppo lunga vita non è in attivo:

  • come figlio, un disastro. Non ho seguito certamente la strada che volevano i miei
  • come fidanzato/amante addirittura inqualificabile. Non ho costruito nulla di buono. In compenso, sono incapace di distruggere tutte le illusioni che mi fanno credere di poter ancora costruire una vita a due
  • come lavoratore e componente di questa fiera società, un fallimento. La notizia è recente, ma prima o poi doveva accadere anche in questo campo, l'unico dove credevo di valere qualcosa.

Semplice il motivo di tanti insuccessi: a nessuno vado bene così come sono, a me stesso per primo. Non posso quindi pretendere che gli altri mi accettino: sembra un teorema corretto e sensato!
Il quadro idilliaco è completato dall'età: è troppo tardi per rimediare. Si perdonano errori di gioventù, si perdonano errori dovuti alla scarsa esperienza, si perdonano errori dovuti all'entusiasmo... Arrivati alla mia età,  la gioventù è un ricordo, l'entusiasmo è una fiamma sempre più flebile e l'esperienza in ogni campo DEVE essere acquisita a priori. Quindi:

  • come figlio, non posso ripercorrere una strada ormai abbandonata e comunque sconosciuta. I miei sono affezionati a me perché ormai faccio parte della loro vita da troppo tempo. Ma da questo a dire che abbiano stima di me, ne passa. A loro non sono mai andato bene come sono.
  • come fidanzato, non posso comunque pensare al passo successivo, cioè creare una famiglia. Ammesso di trovare una compagna che sia ancora nell'eta giusta, sono comunque troppo vecchio per allevare come si deve un figlio. Avendo come riferimento le mie storie precedenti, sarei un padre pessimo, oltre che marito da rottamare. Comunque sia: per il modo di vestire, per il naso, per il colore degli occhi, per il profumo che usavo, per i pochi capelli, perché penso troppo... insomma a nessuna sono mai andato bene. Apprezzamento come persona "al naturale" uguale a zero.
  • La frase "Non si discute sulla tua professionalità, ma nel nostro caso l'abito fa il monaco. Dovrai presentarti sempre in giacca e cravatta"  tradotta in italiano corrente suona diversamente.
    "Lavori da schifo, siamo delusi di te: perlomeno nasconditi nella massa, così non ti si nota" Pare evidente anche in questo caso, che quello che sono in quanto essere umano non è apprezzato e deve essere nascosto dall'uniforme.

Sembra quasi naturale la necessità di pregare prima di dormire, pur sapendo che le mie richieste non saranno esaudite. Infatti, come dimostra la pura realtà, sono sempre i migliori ad andarsene per primi; per quanto io preghi tutte le sere Nostra Signora Morte di portarmi con se nel viaggio senza ritorno, non sarò accontentato.

Anche a lei faccio schifo così come sono...