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18/10/2006 Sogni Vol.1Notte 15558 ore 4.05 luna piena, caldo afoso... Rumori dal piano inferiore, una finestra che cigola, rotola una bottiglia di plastica. Un essere si avvicina camminando senza rumore e senza ombra. Non vedo nessuno ma è in cima alla scala, si dirige verso di me. Ormai è nella stanza Stanco, svogliato, insonne, accendo la luce come se tutto fosse normale: sto sognando. Ma non si può sognare in una notte senza sonno, è così semplice da capire. Quindi sono sveglio, la luce è veramente accesa, i punti luminosi che mi fissano sono gli occhi della gatta della vicina. Timida, si vede scoperta e scappa. Spengo la luce, tutto rientrato nella normalità Notte 15558, ore 4.11 luna piena, caldo opprimente... I due punti luminosi mi fissano dal soffitto, vedo indistamente 8 zampe. Troppo pelose, sono il doppio di quelle che ha di solito la gatta della vicina. I due punti luminosi precipitano verso di me Luce spenta Notte 15558 ultima notte... 09/10/2006 History of JLa natura, o meglio il processo evolutivo degli esseri viventi, porta alcuni organismi a svolgere compiti specifici e alcune specie animali a primeggiare in determinati ambienti, ma le condanna a essere lente e impacciate in altri.
J è un essere umano con una singolare capacità: conosce solo l'infelicità. Non era nato così: come tanti bambini giocava e rideva e credeva che la vita avesse un senso superiore e nascosto, da scoprire giorno per giorno. Come succede nelle peggiori favole, J incontrò delle persone e assistette a eventi che intaccarono le sue convinzioni, spegnendo il suo sorriso e la fiducia nel prossimo fino ad allora, incondizionati. Crescendo, J si accorse di aver appreso molte cose, ma invece di imparare ad amare, aveva imparato a riconoscere l'infelicità ovunque essa si nascondesse.
Quando ammirava un'opera d'arte, andava subito a trovare la breccia nel muro, o la scheggia nel marmo. Quando ammirava una donna affascinante, andava subito a notare la minuscola smagliatura nelle calze o la piccola ruga nascosta o la piccola imperfezione nei piedi, dei quali J era adoratore. Ogni cosa vedesse perdeva x lui bellezza, ogni persona conosciuta rivelava le sue miserie e debolezze. J cercava nelle altre persone la guida che non aveva trovato da bambino, ma è un dato di fatto che nessuno è perfetto, quindi J rimase a crescere solo, allevato e istruito da sè stesso e dal caso.
J iniziò a vivere da solo perché quella era la sua normale condizione e ogni sera, prima di coricarsi, pregava. Ma la sua era una religione speciale: infatti prima di dormire, pregava la Morte di portarlo con sè nel sonno, sperando di non rivedere la luce del mattino successivo. Tutti i risvegli erano per lui un'enorme delusione, ma tanto pregò e implorò che la Nera Signora, mossa a compassione, decise di esaudirlo.
Una notte d'estate, chiara calma e decisamente gradevole, la Morte andò a trovare J e lo trovò seduto sul bordo del letto, chiaramente illuminato dalla luna, con lo sguardo intento verso orizzonti troppo lontani per lui. E la Morte, bellissima signora dai lunghi capelli neri mossi, lei si perfetta, lo guardò dai suoi occhi verdi ghiaccio ed ebbè pietà di lui.
Se lo avesse preso con sè, avrebbe fatto passare a J l'unico momento felice della sua vita, ma come ho detto, J conosceva solo l'infelicità e così successe anche quella notte...
03/10/2006 Memorandum: la fineAmici/che etc etc...
ho detto che vi spiegavo. Semplice.
Il testo recita:
Oggi mi sono ferito
Ho pensato solo al dolore
L'unica cosa reale
Pensateci: quando provate dolore, sapete descrivere esattamente il punto dolorante e la sensazione.
Se invece vi innamorate non siete in grado di spiegare cosa vi succede e cosa sentite, in preda a una strana euforia.
Ergo, cari lettori/detrattori/ammiratori è inutile poetizzare la vita oltre il lecito: il dolore esiste, l'amore no e vi basta guardare la realtà che ci circonda per capire che purtroppo è vero... ...Ke skifo... |
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